La scoperta di essere in dolce attesa è un momento unico nella vita di una donna che racchiude un turbinio di euforia e felicità, soprattutto nel caso di una gravidanza voluta da tempo. Tuttavia, passato l’entusiasmo iniziale è comune sentirsi assalire da mille domande, preoccupazioni e dubbi. Per garantire la serenità della mamma e del piccolo che è in grembo è fondamentale capire come prendersi cura del proprio corpo che cambia sia dal punto di vista fisico che mentale. Per questo è necessario affidarsi a professionisti di cui potersi fidare, in grado di restare al proprio fianco durante tutta la gravidanza per un supporto medico, emotivo ed informativo. Vediamo di seguito gli step principali da seguire nei nove mesi che precedono il parto e quali sono le figure a cui potersi rivolgere.
L’importanza di affidarsi ad un professionista di fiducia
Una volta confermato lo stato di dolce attesa è opportuno scegliere una figura in grado di guidare la mamma in ogni step, fornendo informazioni sulle visite da fare e consigli per uno stile di vita adeguato al momento. Si può decidere quindi di rivolgersi ad un ginecologo o ad un’ostetrica, professionisti che, con le dovute differenze, sono specializzati nel seguire la gravidanza fino al momento del parto e non solo. In linea generale, il ginecologo è un medico che assiste la donna in tutte le fasi della vita, dai primi rapporti sessuali fino al passaggio alla menopausa. È inoltre in grado di accorgersi di eventuali problematiche e patologie rispetto al corretto andamento della gestazione, proponendo terapie che garantiscano la sicurezza di mamma e bambino. D’altro canto l’ostetrica è la figura di riferimento per la donna in stato interessante, capace di guidarla giorno per giorno nei nove mesi di dolce attesa. L’ostetrica ricopre inoltre un ruolo importante anche nell’accudire la mamma durante l’avvio dell’allattamento e nella riabilitazione del pavimento pelvico.
Gli esami principali nel primo trimestre
Entro le 10 settimane è opportuno effettuare la prima visita dal ginecologo che si occuperà di escludere eventuali patologie familiari come ipertensione, diabete o malattie genetiche. Verificherà poi la pressione arteriosa, il peso di partenza, stabilendo l’aumento di peso ponderale e indicherà la presunta data del parto.
Tra la 6° e la 13° settimana va poi effettuata la prima ecografia in grado di confermare la gravidanza, il battito cardiaco, l’eventuale gemellarità, verificando infine le possibili anomalie nella struttura fetale.
Entro i tre mesi è inoltre fondamentale fare le prime analisi del sangue e delle urine. Con questi esami si determinerà infatti l’analisi dell’emocromo completo, il gruppo sanguigno, gli anticorpi, il glucosio. Si potrà inoltre escludere rosolia, toxoplasmosi ed eventuali malattie sessualmente trasmissibili. Oltre a questi, a partire dalla 10° settimana di gravidanza, è consigliabile analizzare l’eventuale presenza di fibrosi cistica ed effettuare test prenatali per la valutazione del rischio di anomalie cromosomiche e difetti del tubo neurale.
Gli esami principali nel secondo trimestre
Dalla 14° alla 28° settimana, oltre alle visite dal ginecologo che verificherà l’esito degli esami durante il periodo, l’incremento del peso e la pressione sanguigna, ci sono ulteriori analisi da fare.
È infatti necessario ripetere urinocoltura ed esami del sangue volti ad escludere rosolia e toxoplasmosi, test per il diabete gestionale, da ripetere nella 28° settimana se il primo risultato fosse nella norma.
Dalla 19° alla 23° settimana occorre effettuare l’ecografia morfologica in grado di analizzare l’anatomia del bambino e diagnosticare eventuali anomalie fetali.
Gli esami principali nel terzo trimestre
Nel periodo che va dalla 28° settimana, come avvenuto finora, il ginecologo esaminerà i test effettuati, l’incremento del peso e la pressione sanguigna. L’attenzione in questa fase si concentrerà sul monitoraggio dello stato di salute di mamma e bambino, focalizzandosi sulla preparazione al parto.
Sarà inoltre necessario effettuare l’esame emocromocitometrico e l’ultima ecografia in grado di controllare la crescita del feto, verificare la quantità di liquido amniotico e la morfologia della placenta.
Dalla 33° settimana si procederà inoltre con un test per le malattie sessualmente trasmissibili, esame delle urine e tampone per escludere eventuali infezioni dovute a streptococco beta emolitico di gruppo B e che possono rappresentare un pericolo per il neonato al momento della nascita.
Entro la 41° settimana sarà infine necessario eseguire una cardiotocografia esterna così da monitorare il benessere fetale durante il travaglio e in prossimità del parto.
Consulenze e corsi preparto: quando farli e perché sono così importanti?
Nonostante non sia obbligatorio, è fortemente consigliato seguire un corso preparto in particolar modo se si tratta di una prima gravidanza, per la quale la donna non ha piena consapevolezza di ciò che affronterà al momento della nascita. Generalmente è consigliabile prenotare un corso preparto già alla fine del terzo mese per iniziare a frequentarlo a partire dalla 20° settimana e prevede una serie di incontri sia teorici che pratici. In questi corsi dei professionisti si occuperanno infatti di preparare, attraverso esercizi di respirazione, rilassamento, simulazione delle spinte ed esercizi per la muscolatura perineale, di affrontare l’ultimo mese di gestazione fino al momento del travaglio ed infine alla nascita del bambino. Oltre che da un punto di vista fisico, vi è un supporto emotivo per la gestione delle più comuni paure e ansie correlate al momento del parto e per affrontare in maniera più serena uno dei momenti più importanti della vita di una donna. Vivere l’attesa del parto accompagnate da personale fidato e lontane dallo stress, implicherà un benessere psicofisico maggiore sia per la mamma che per il bambino.
Assistenza per l’allattamento e corsi post parto
La guida di una figura professionale nei momenti successivi al parto ha particolare rilevanza per affrontare molteplici aspetti della vita di una neo mamma, inevitabilmente stravolta dalla nascita del bambino.
Per questo esistono professionisti come le ostetriche in grado di vigilare sulla buona relazione tra madre e neonato, consigliandola su come risolvere eventuali problematiche che possono manifestarsi. In particolare vengono affrontate difficoltà quali l’attaccamento al seno, la gestione delle poppate o i dolori al seno durante l’allattamento. Spesso, oltre che un aiuto pratico, l’ostetrica ricopre un ruolo rilevante come supporto nell’accettare i cambiamenti del proprio corpo dovuti alla gravidanza, aiutando inoltre la donna nella gestione emotiva del carico di stress a seguito della nascita del bambino.
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