VISITE E SCREENING PEDIATRICI: QUALI SONO I PRINCIPALI CONTROLLI DA FARE NEI PRIMI 12 ANNI DEL BAMBINO?

Fisiolab Corinaldo

Dal momento della nascita, oltre alle visite non previste dovute a febbre o imprevisti, è bene rivolgersi al proprio pediatra per effettuare valutazioni periodiche volte a monitorare la salute del bambino. In base all’età, al fine di evidenziare e prevenire lo sviluppo di eventuali problematiche è infatti fondamentale osservare il progresso della crescita, analizzandone i diversi aspetti che la caratterizzano. Vediamo di seguito i principali controlli obbligatori e consigliati a cui sottoporre il bambino.

I bilanci di salute

Essenziali al fine di monitorare lo stato di salute del bambino, i bilanci di salute sono visite imprescindibili che consentono di analizzare il processo di crescita, individuare eventuali difetti precoci e stabilire terapie ed interventi mirati. Si tratta di una serie di dieci controlli programmati eseguiti dal pediatra secondo un calendario preciso che parte dal primo mese di vita fino all’adolescenza. Le prime cinque visite sono concentrate nel primo anno ed iniziano entro due settimane dalla nascita mentre i successivi bilanci prevedono una frequenza meno ravvicinata. Con le dovute differenze in base all’età di riferimento, in linea generale attraverso il bilancio di salute si valutano una serie di parametri, tra cui: peso, altezza, circonferenza cranica, capacità sensoriali, udito, vista, linguaggio, sviluppo psicomotorio e competenze relazionali e affettive. Grazie a questi screening il pediatra sarà inoltre in grado di valutare la presenza di eventuali disfunzioni nell’apprendimento, problematiche ortopediche o disturbi legati all’alimentazione, suggerendo quindi terapie o visite specialistiche volte ad approfondire e risolvere il problema.

Lo screening oculistico

La primissima visita oculistica viene effettuata alla nascita da parte del neonatologo o del pediatra presso il punto di nascita ed è volta a verificare la presenza di patologie congenite o infezioni oculari legate al parto.

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Attraverso il test del riflesso rosso vengono individuate, tra le altre, il retinoblastoma, la cataratta congenita e la retinopatia del prematuro. In assenza di sintomi particolari, è consigliato rivolgersi ad un’ortottista per un primo esame visivo intorno ai tre anni, così da poter escludere difetti refrattivi o di vista, occhio pigro, strabismo o anomalie oculari. Si raccomanda un test visivo anche a seguito di comportamenti quali: avvicinarsi troppo al televisore per poterlo guardare, accostare gli oggetti al viso per poterli osservare o in caso di posture scorrette per scrivere o disegnare. Sono infine caldamente consigliati consulti oculistici nel caso i genitori siano affetti da gravi patologie visive.

Il controllo ortopedico

La visita ortopedica pediatrica consente di diagnosticare precocemente possibili problematiche, trattandole repentinamente ed evitando quindi terapie più impegnative sia dal punto di vista fisico che psicologico. Sarà poi il pediatra a indirizzare i genitori verso lo specialista di riferimento. La prima valutazione viene eseguita alla nascita ed è volta a verificare diverse tipologie di malformazioni, tra cui: displasie congenite all’anca, torcicollo, piede torto congenito e tibia curva. Un secondo controllo è consigliato nel periodo in cui il bambino inizia ad assumere la posizione retta e a camminare su due piedi. Questa è infatti la fase durante la quale si possono riscontrare possibili claudicazioni, piede piatto o difetti di deambulazione. È infine raccomandato un esame ortopedico in età pre-puberale, concentrando particolare attenzione alla colonna vertebrale. È infatti in questa fase che si possono evidenziare scoliosi o dorso curvo giovanile (ipercifosi).

La visita odontoiatrica

Al fine di salvaguardare la salute dentale del bambino è opportuno che nel periodo della dentizione, verso i sei mesi, la mamma si occupi di curare l’igiene orale del piccolo ad ogni pasto. In assenza di evidenti problematiche come malformazioni o la mancata eruzione dei denti da latte, la prima visita odontoiatrica va fatta intorno ai tre anni di età del bambino. Affinché il bambino prenda confidenza con l’ambiente e con il personale odontoiatrico è bene inoltre che il controllo avvenga in assenza di condizioni urgenti o di dolore. In questa fase vengono valutate le condizioni delle articolazioni temporo-mandibolari e lo stato di salute dei tessuti duri e molli della bocca. Intorno ai sei anni, in concomitanza con l’inizio della dentizione permanente e la maturazione delle ossa della bocca il dentista verificherà eventuali malocclusioni o alterazioni che richiedono cure odontoiatriche. In linea generale sono infine raccomandati controlli periodici con cadenza semestrale/annuale, volti a prevenire l’insorgere di problematiche più serie.

La visita allergologica

Va innanzitutto premesso che un’allergia può manifestarsi a qualsiasi età. Già nei primissimi giorni di vita del neonato, si possono infatti riscontrare le prime allergie alimentari dovute all’assunzione di latte diverso da quello materno con conseguente presenza di vomito, diarrea o dermatiti. Esami come prick, rast o patch test sono indicati a bambini con età non inferiore ai tre anni, ovvero quando il sistema immunitario è maggiormente sviluppato e capace di reagire chiaramente agli allergeni. In linea generale è comunque bene effettuare una visita allergologica solo a seguito dell’insorgenza di sintomi particolari e solo a seguito di una consulenza pediatrica.

La visita neuropsicomotoria

Durante i primi tre anni di vita si iniziano ad apprendere una moltitudine di abilità motorie che condurranno all’acquisizione delle competenze necessaria al controllo di sé stessi e dello spazio che ci circonda. Eventuali variazioni o ritardi nello sviluppo motorio, benché generalmente sono da considerarsi come semplici differenze fisiologiche nello sviluppo, non vanno sottovalutati ed è qui che entra in gioco la neuropsicomotricità infantile.

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Questo tipo di terapia è raccomandata a bambini da 0 a 8 anni timidi e introversi o ancora in presenza di iperattività, difficoltà nella concentrazione, disturbi del linguaggio, autismo o problematiche di relazione con gli altri. L’obiettivo è consentire al bambino di ottenere la piena consapevolezza del proprio corpo, correggere gli eventuali comportamenti disfunzionali e innescare maggiore sicurezza e autostima. In base al quadro diagnostico, le sessioni possono essere effettuate sia individualmente che attraverso incontri di gruppo. Ogni trattamento si svolge in un clima giocoso, con l’ausilio di giochi, attività di disegno, stimoli e movimenti a corpo libero. Il compito dello psicomotricista è quello di intervenire sullo sviluppo delle aree neurologiche, motorie e relazionali dando la possibilità al bambino di esprimersi con creatività passando dal piano fisico a quello psichico.